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Anime solitarie, gli uomini, in cerca di un'identità

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D’una disarmante contemporaneità, Il Cavaliere Inesistente di Italo Calvino percorre gli inesplorati sentieri della nostra anima, fa vibrare le tacite corde dei nostri cuori. La limpida prosa dell’autore Piemontese presenta un Medioevo tumultuosamente carico di trionfanti eroismi ed oziosi bivacchi, desolati conventi ed arcani villaggi. Appaiono icastiche le descrizioni del romanzo. Così, come quando descrive un campo di battaglia, silenzioso ed addormentato nel cuor della notte, scrive: “La notte, per gli eserciti in campo, è regolata come il cielo stellato…Tutto il resto ,…,ora tace, poiché il sonno ha vinto tutti i guerrieri e i quadrupedi della Cristianità, questi in fila e in piedi…” Al centro dell’immaginario prosastico dell’autore vi è l’armatura bianca del protagonista dell’opera, il Cavaliere Inesistente, colui che sa d’esserci, ma non c’è.  La battaglia Medievale divampa nel corso della narrazione ed i Cristiani sfidano gli Infedeli ed Agilulfo, il Cavaliere Ines...

Al cinema... col caffè

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Buonasera e benvenuti a tutti quanti.  A chi ama il cinema spero  che   possa piacere  questo elogio, e a chi non piace… ...ma non può essere, a tutti piace il cinema. Ed è proprio questo il punto: chiunque dal più piccolo e innocente ragazzino, alla persona più vecchia e scorbutica, almeno una volta nella vita si è scoperto amante del cinema. Ma perché? Rispondere a questa domanda è più complesso di quanto sembra… Anzitutto, urge contestualizzare. Il cinema nasce sul finire dell’ottocento con la prima invenzione del Kinetoscopio brevettata da Edison, e in seguito con la sua evoluzione, il cinematografo dei fratelli Lumière, fu portato al grande pubblico. Da qui si apre un bivio, perché mentre in America esso prenderà la strada della produzione in serie, andando a preferire la quantità alla qualità intrinseca dell’opera, in Europa, e principalmente in Italia, Francia, Danimarca, Russia e Svezia, i figli della poesia antica svilupperanno una forma di c...

"C'era un'idea..."

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“C’era una ragazza” che dopo una settimana di studio, litigi con la famiglia e col fidanzato, finalmente poteva rilassarsi ed uscire con i suoi amici. Aveva quest’idea. Mentre si asciugava i capelli davanti ad uno specchio andò via la luce, il phon smise di funzionare, il tempo sembrò fermarsi e regnava il più totale silenzio. Con la stessa velocità con cui era sparita, l’elettricità tornò, il phon ricominciò ad emettere calore e l’orologio appeso alla parete ricominciava scandire il tempo. Tutto tornato nella norma, però  la ragazza era spaventata, la luce c’era, il phon funzionava, eppure quel riflesso lì nello specchio non era lo stesso: chi è quella nello specchio? Cosa stava facendo? Ed ecco che una semplice idea di passare un sabato con gli amici si è tramutata in una crisi d’identità. Ora trasferiamoci in Europa e più precisamente nel settembre 1945: anche lì c’era un’idea. La guerra aveva lasciato sul territorio europeo milioni di morti e una sola speranza: quella ch...