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Il fantasma nello specchio. Ep 4

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Io e Din andammo nella mia stanza d’hotel e prenotammo online dei biglietti per la Siberia per il giorno dopo. Ironicamente era stato facile trovare un volo così strano all’ultimo momento, soprattutto ad un prezzo così misero, avevamo però tre diversi voli e le ore tra uno scalo e l’altro erano lunghissime. Mi accontentai, vista la voglia di trovare mio padre, e lo stesso fece Claudine, considerando che il biglietto le era stato “spontaneamente” regalato. Passammo il resto della mattinata a prepararci per il lungo viaggio che avremmo affrontato, riservammo una casa dove stare per qualche giorno e una guida che ci portasse nel luogo desiderato. Eravamo spaventate di certo, stavamo per andare in un Paese sconosciuto dove l’alfabeto non era nemmeno il nostro e avremmo avuto bisogno di qualcuno per orientarci. Finite le preparazioni e con un certo languorino nello stomaco decidemmo di pranzare in hotel, avendo così  modo di parlare e conoscerci un minimo. Scoprii che Din era una person...

Questa non è musica per bambini. Dalle metafore di Tomas Tranströmer all' "Hermetic Hip-Hop" di Rancore.

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Dalle metafore di Tomas Tranströmer all'hermetic-hip hop di Rancore   “Sta, figura a tutto tondo, dinanzi a una montagna.                     È più il guscio di una chiocciola che una montagna                         È più una casa che il guscio di una chiocciola. Non è una casa ma ha molte stanze. È indistinta ma vincente. Egli cresce da essa ed essa da lui. È la sua vita, è il suo labirinto.”   Alcuni versi della poesia “La Galleria” di Tomas Transtromer. Nei versi del poeta Tomas Tranströmer , Premio Nobel alla letteratura nel 2011, la montagna, il guscio d’una chiocciola, una casa ed un labirinto, gradatamente divengono le metafore del noto involucro dell’Io: la vita che, dinnanzi a noi, appare una labirintica casa. Come tante s...

Il vero cantico della follia

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La Balada triste de Trompeta: come sarebbe Joker nella realtà Il clown è, senza ombra di dubbio, una delle figure più  controverse e affascinanti che esistano. Diverse sono state le sue apparizioni sul grande schermo, sempre sotto forme ambigue e,  spesso, come incarnazione del caos e della follia. Ciononostante, non tutte le sue rappresentazioni si possono definire ben riuscite. Sicuramente, uno di quelli più acclamati  negli ultimi tempi, è il Joker del premio oscar Joaquin Phoenix. Ma cosa sarebbe successo se questo personaggio fosse stato inserito in un contesto più reale? Alex de La Iglesia ce lo ha mostrato in un film semplicemente stupendo, che ai più sarà sicuramente sconosciuto. Il film in questione è “La ballata dell’odio e dell’amore”,  in spagnolo “Balada triste de trompeta” come suggerisce anche il titolo dell’articolo. Piccola curiosità: “Il nome originale del film, è la traduzione in spagnolo del titolo di una famosa canzone italiana di Nino Ros...

Il fantasma nello specchio. Ep 3

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-Vi ho già detto di lasciarmi stare- L’urlo dietro la porta era grave e profondo, eppure allo stesso tempo acuto. Distinguere gli accenti inglesi non era il mio forte, nonostante lo parlassi molto bene, ma da quella   frase l’uomo dietro la porta mi sembrò di origini europee. Pensai alla Francia, data la marcata “r” moscia e la cadenza parigina. Ero incerta se la voce che avessi sentito fosse quella di mio padre, ma iniziai a bussare con le nocche della mano destra sulla porta e urlai per farmi sentire da chi era dall’altra parte. -Daniel Pitt. Sono venuta qui perché devo parlare con Daniel Pitt- Quando smisi di urlare e il mio pugno sul pezzo di mogano si bloccò, rimasi in silenzio ad attendere che qualcuno rispondesse. Non ottenni alcuna risposta, solo il rumore di varie catene, sbloccate una alla volta, fino a quando la porta non si aprì. La visione di una ragazza deluse le mie aspettative e capii che la voce che avevo sentito prima era femminile. Borbottò qualc...

Buona festa dei lavoratori. Stefano Massini: Il lavoro negato, il lavoro deriso

Buona Festa dei Lavoratori. Per l'occasione, vi proponiamo un monologo di Stefano Massini alla trasmissione "Piazza Pulita" in onda su La7.  Lo scrittore delinea una riflessione interessante dedicata ad una classe di lavoratori, spesso derisi e talvolta, come in questi giorni, quasi dimenticati.  Ti chiedono "Cosa fai per lavoro?". Capita di rispondere "Il musicista" o "L'attore" o "Il ballerino". E ti dicono, quasi con ironico disprezzo: "Ah, ma non è solo un hobby, una passione?". Vi lasciamo con alcune parole tratte dal monologo di Stefano Massini: " "Anni fa l'impiegata si rifiutò di indicare sul documento la mia professione di 'scrittore di teatro' e indicò lavoratore autonomo (..). Ecco voglio fare gli auguri a quelli che fanno un lavoro su cui gli altri ironizzano". Buona visione.

Questo non è Open e io non sono Agassi

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  Se fino ad ora i miei colleghi hanno tentato la via “mens sana”, per un attimo io richiamo la via “corpus sanum”. No, non ne metto più “latinorum”. Ok, ora ho finito davvero, d’altronde i ricordi sono quelli che sono. Vi parla un modesto calciatore divenuto poi un arbitro. Mi scuso già per i rigori non assegnati negli anni con la speranza che, in questo modo, a mia madre, di domenica, smettano di fischiare le orecchie. Non ho idea del perché io lo faccia ancora, ma vi assicuro che, a suo modo, è rilassante, forse perché tra la carriera di calciatore e quella da arbitro c’è stato uno sport che mi ha fatto penare ancora di più: il tennis.  Ed è di questo che vi voglio parlare. Delusi? Volevate sentire gli insulti più fantasiosi, lo so. Invece vi parlo di questo sport di cui non vi frega assolutamente nulla perché “come fai a stare 3 ore a guardarti due che buttano la palla da sopra una rete?” Perché…cioè è il piacere di…non c’è solo questo, ma anche…” va beh, zit...